Top Girls
Fondazione Teatro Due, Parma
SPAZIO BIGNARDI
19 / 21 e 24, 27 e 28 gennaio, ore 20:30
2 / 4 febbraio, ore 20:30
22 e 29 gennaio e 5 febbraio, ore 16:00
Caryl Churchill è una talentuosa drammaturga inglese nata a Londra nel 1938. Continua a essere presente in molti modi nel panorama culturale contemporaneo, all’etá di 84 anni. Lo fa con la sua voce e con le opere che da anni vengono portate e riportate a teatro o sono ispirazione per artiste, registe, scrittrici, per la letteratura e giornalismo. É fonte inesauribile di ispirazione femminista e intelligentemente anti borghese, con acume e ironia ed una capacità di analisi profonda dei rapporti di forza tra sessi, stereotipi di ogni tipo, ordine sociale, meccanismi legati a politica, interessi, lavoro, capitalismo.
Caryl Churchill esordì all’inizio degli anni Sessanta come autrice di radiodrammi polemicamente antiborghesi; la sua prima commedia, Owners, fu prodotta nel 1972 dal Royal court theatre, che allestì in seguito anche altre sue commedie a tema socialista e femminista (Light shining on Bucking hamshire, 1976; Cloud nine, 1979). Le sue commedie storiche e di costume sono tutto fuorché convenzionali e decisamente impegnate.
Riescono tuttavia a mantenere ritmo e freschezza grazie a dialoghi ficcanti che allontanano le pieces da qualsiasi forma di didatticismo o tentativo ideologizzante.
Il lavoro della drammaturga britannica è costellato da dialoghi brillanti e da molte invenzioni di scena.
Tra le opere più significative sicuramente Top girls (1982); Fen (1983); A mouthful of birds (1986); Serious money (1987); Icecream (1989); Mad forest (1990); The skriker (1994); Blue heart (1997); This is a chair (1999); Faraway (2000); A number (2002); Drunk enough to say I love you? (2006).
Proprio Top Girls torna oggi di grande attualità per diverse ragioni e grazie alla regia di Monica Nappo e al talento di bravissime attrici come Sara Putignano, Valentina Banci, Sandra Toffolatti, Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Martina De Santis, Corinna Andreutti, Simona De Sarno, i costumi di Daniela Ciancio, già premio Oscar e grazie alla produzione della Fondazione Teatro Due.
Quale sia la relazione della donna con il potere e quanto sia possibile avere una posizione di comando senza perdere il proprio femminile sono due domande cruciali di Top Girls. Le stesse domande che possiamo farci noi, avendo per la prima volta una donna a capo del nostro governo, come l’ha avuta l’Inghilterra più di 40 anni fa con la Thatcher, quando questo testo fu scritto. Le domande restano le stesse e il testo è ancora attuale, perché non sembriamo uscire facilmente da questi circuiti. Maternità o carriera? Indipendenza o famiglia? E a che costo l’una prevale sull’altra? Ma soprattutto: quanto ci aiuta la società nel caso volessimo entrambe le cose e le reclamassimo quali nostri diritti naturali? Perché lo sono. O almeno dovrebbero esserlo per tutte.
In Top Girls non ci sono volutamente personaggi maschili. Gli uomini e i loro comportamenti sono o raccontati dai personaggi femminili, oppure assenti perché mandano le loro mogli a risolvere i problemi. Ma lo sguardo della Churchill è troppo compassionevole, crudo, ironico e lucido per far prevalere un sesso su un altro o per darci delle facili risposte. La Churchill ha l’onestà di mostrare i rapporti per quello che sono, pubblici e privati, e di lasciare chi guarda a farsi le stesse domande che si fa anche lei. Alla fine non si salva nessuno, perché il prezzo della propria libertà o emancipazione, è sempre a discapito di qualcun altro.
Perché abbiamo associato la parola Madre a quella di Natura, ma non è detto che insieme abbiano sempre un senso.
Monica Nappo
Immagine da FondazioneTeatroDue