Trecentotrenanove. E’ un numero che da qualche giorno riecheggia nelle teste di noi contemporanee e non solo. E’ un numero significativo, reale e, come suggeriva la nostra “Stratega” qualche giorno fa sul mediacivico “un numero molto vicino alla somma dei Grandi Elettori M5S e Pd che fa 365”.
A cosa serve questo numero? Forse a fare eleggere per la prima volta nella storia d’Italia una donna Capo di Stato o Presidente del Consiglio. Quirinale o Palazzo Chigi? La partita è aperta, pesa la variabile “Draghi” e i litigi tra partiti, ma dobbiamo essere consapevoli ed esplicite sui numeri e farcene forza.
Saremo in grado di tirare fuori una candidatura femminile credibile nei prossimi giorni e di convergere provando a fare la mossa del cavallo suggerita dalla nostra “Stratega” ?
Da qualche ora circola anche l’appello di personalità femminili del mondo della cultura italiana per farsi coraggio e tirare fuori la candidatura di una donna autorevole. A sottoscrivere l’appello Dacia Maraini, Edith Bruck, Liliana Cavani, Michela Murgia, Luciana Littizzetto, Silvia Avallone, Melania Mazzucco, Lia Levi, Andrée Ruth Shammah, Mirella Serri, Stefania Auci, Sabina Guzzanti, Serena Dandini, Fiorella Mannoia e la nostra contemporanea Mariolina Coppola, membro del comitato scientifico del mediacivico.
Del resto per candidature femminili eccellenti, comunque la si pensi politicamente, certamente non mancano che si tratti di un nome autorevole come Capo di Governo o di un nome di donna come Capo di Stato. Alcuni esempi concreti? Marta Cartabia, Emma Bonino, Elena Cattaneo, Paola Severino, Mara Carfagna, Giulia Bongiorno, Anna Finocchiaro, Rosi Bindi. Tanto per citare nomi diversi, che hanno un peso importante e che potrebbero trovare magari convergenze insperate.
Bisogna che in Parlamento si impari a contare, in tutti i sensi, e che le donne presenti facciano valere il proprio peso, con una strategia concreta. Noi intanto non abbiamo intenzione di stare in silenzio. E speriamo non lo facciano nemmeno loro.

