La metà (non) basta

Episodio 4

PMA per tutte

Una campagna per tutte le donne che vogliono diventare madri
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Speakers

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Valeria Manieri
Conduttrice, co-founder di "Le Contemporanee"
Filomena Gallo
Filomena Gallo
Avvocata e Segretaria dell'Associazione Luca Coscioni
Francesca Re
Francesca Re
Avvocata e Consigliera Generale dell'Associazione Luca Coscioni

Nella quarta puntata del podcast “La Metà non basta”, prodotto da Le Contemporanee, si affronta uno dei temi più urgenti e ancora irrisolti nel panorama dei diritti civili italiani: i diritti riproduttivi e l’accesso alla Procreazione Medicalmente Assistita. Un argomento che tocca la vita concreta di migliaia di persone, ma che continua a scontrarsi con una legislazione ferma al 2004 e con una politica che stenta a muoversi.

Al centro della conversazione c’è la campagna “PMA per tutte“, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, che ha depositato alla Camera dei Deputati oltre 45.000 firme raccolte tra cittadine e cittadini di tutta Italia. Un segnale forte, tangibile, che dimostra quanto il tema sia sentito nella società civile, ben al di là dei corridoi istituzionali.

La Legge 40 e i suoi limiti

L’obiettivo della campagna è riformare l’articolo 5 della Legge 40 del 2004, la norma che disciplina la procreazione medicalmente assistita in Italia. Nella sua formulazione attuale, questa legge vieta esplicitamente l’accesso alla PMA alle donne single e alle coppie dello stesso sesso, riservando tale possibilità esclusivamente alle coppie eterosessuali, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

Una discriminazione che ha conseguenze concrete e pesanti: chi non rientra in questi parametri è costretto a rivolgersi a cliniche straniere, sostenendo spese elevate, affrontando lunghi viaggi e vivendo un percorso già emotivamente complesso in condizioni di ulteriore fragilità. Un turismo riproduttivo che colpisce soprattutto chi non ha le risorse economiche per permetterselo, trasformando un diritto in un privilegio di classe.

Le voci della campagna

A raccontare tutto questo a Valeria Manieri, voce conduttrice del podcast, sono due protagoniste di primo piano della battaglia per i diritti riproduttivi in Italia.

La prima è Filomena Gallo, avvocata e Segretaria dell’Associazione Luca Coscioni, da anni in prima linea nelle battaglie legali e politiche per i diritti civili.

La seconda è Francesca Re, anch’essa avvocata, impegnata nell’associazione e nel suo Consiglio generale, nonché coordinatrice della campagna “PMA per tutte“. Due professioniste che uniscono competenza giuridica e impegno civile, convinte che cambiare questa legge non sia solo una questione tecnica, ma una necessità di giustizia.

Nel corso della conversazione emergono le ragioni profonde di questa battaglia: il diritto alla genitorialità non può dipendere dall’orientamento sessuale o dallo stato civile di una persona. Negarlo significa perpetuare una disuguaglianza che lo Stato non dovrebbe più permettersi di sostenere.

Da petizione a proposta di legge

Di fronte all’immobilità della politica, l’Associazione Luca Coscioni ha deciso di alzare il tiro. Le 45.000 firme depositate alla Camera rappresentano solo il primo passo: l’associazione ha costituito un Comitato promotore con l’obiettivo di trasformare la petizione in una vera e propria proposta di legge di iniziativa popolare.

Per farlo, è necessario raccogliere almeno 50.000 firme certificate, un traguardo ambizioso ma raggiungibile, considerato il sostegno già dimostrato. La raccolta è aperta e chiunque voglia contribuire può farlo, diventando parte attiva di un processo democratico che parte dal basso.

Una battaglia di civiltà

“PMA per tutte” non è solo una campagna per modificare un articolo di legge. È una battaglia di civiltà, che chiede all’Italia di fare un passo avanti verso una società più equa, in cui la libertà di scelta e il diritto alla famiglia non siano condizionati da chi si è o da chi si ama.

Un tema che “La Metà non basta” porta in primo piano, perché finché metà della popolazione continua a vedersi negare diritti fondamentali, non si può parlare di uguaglianza reale.

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