Il governo spagnolo si prepara ad approvare una nuova strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile che prevede, tra gli interventi principali, l’introduzione di un assegno universale per le famiglie con figli minorenni. La misura punta a contrastare le forme più gravi di povertà infantile entro il 2030, secondo quanto riferito da fonti dell’esecutivo citate dai media spagnoli.
Il beneficio, stando alle anticipazioni, sarebbe riconosciuto a tutte le famiglie con figli a carico, indipendentemente dal reddito, e rappresenterebbe una novità assoluta all’interno di una strategia statale di lungo periodo. Il piano affronta inoltre altre questioni sociali rilevanti, come l’emergenza abitativa e le disuguaglianze di genere.
La strategia è stata messa a punto dal ministero dei Diritti sociali, Consumo e Agenda 2030, guidato da Pablo Bustinduy, che ha più volte indicato l’assegno universale per l’infanzia come uno degli strumenti più efficaci per ridurre la povertà tra i minori, in combinazione con una riforma fiscale di tipo redistributivo e progressivo.
Da tempo il partito Sumar, fondato dalla vicepresidente del governo Yolanda Díaz e alleato dei socialisti nell’attuale maggioranza progressista, promuove l’idea di un contributo universale di circa 200 euro al mese per ogni figlio sotto i 18 anni. Questa proposta sarebbe ora confluita nel documento strategico dell’esecutivo, promosso dal ministro Bustinduy.

