Ancora due vittime di femminicidio. Ancora due giovani donne strappate, a breve distanza l’una dall’altra, al loro futuro, e alle loro opportunità.
Ilaria Sula,ventidue anni, originaria di Terni, studiava Statistica presso l’Università Sapienza di Roma. Di lei, si era persa ogni traccia dallo scorso 25 marzo. Sara Campanella, palermitana, a sua volta ventiduenne, era invece studentessa di Tecniche di Laboratorio a Messina. E proprio all’uscita dalle lezioni, è stata assassinata per strada dal suo compagno di corso, Stefano Argentino.
Aguzzino di Ilaria, il suo ex ragazzo, Mark Antony Samson. 23enne, studente di architettura, era stato legato ad Ilaria da una passata relazione, che si era oramai conclusa. Interrogato dagli inquirenti, avrebbe sostanzialmente ammesso le sue responsabilità, indirizzandoli all’individuazione del corpo in un dirupo nella zona di Poli, laddove si trovava chiuso in una valigia.
Samson avrebbe anche utilizzato il telefono della ragazza, nel corso dei giorni precedenti, per depistare le indagini.
Anche Stefano Argentino avrebbe confessato, dopo una breve fuga, l’assassinio di Sara Campanella. Alle amiche, Sara aveva raccontato di essere preoccupata dell’insistenza del compagno di corso che, di recente, era divenuto più vessante, a causa delle attenzioni non ricambiate che le dedicava. Dopo averla pedinata dall’uscita in poi del Policlinico, dove svolgeva un tirocinio, si sarebbe accesa una lite, che sarebbe culminata con il gesto di colpirla gravemente con un arma da taglio.
Malgrado il trasporto in ospedale, Sara è infatti deceduta a causa delle gravi ferite riportate.
Oggi, aule vuote e silenzio al dipartimento di Biomorf, dove la ragazza studiava. Ancora una volta, due giovani vite, presenti e future, sono state spazzate via da una violenza che le sole azioni punitive appaiono, ora più che mai, insufficienti per poter finalmente eradicare. E dopo lo sgomento, ed il dolore, che nulla potrà lenire, permane la forte necessità di individuare delle risposte mirate ad un problema culturale di gravissima entità.