Nuovo governo in Francia, fra parità e instabilità

Due settimane dopo la disfatta di Macron alle legislative, nelle quali Ensemble ha perso la maggioranza assoluta, c’è stato l’annuncio del nuovo governo, Elisabeth Borne 2.

Un annuncio attesissimo, dopo due settimane di tergiversazioni, ma sorprendente nella forma. La composizione della nuova compagine, preceduta da diverse indiscrezioni su radio e giornali nazionali, è stata resa nota via comunicato ricevuto via posta elettronica dalle centinaia di giornalisti accreditati all’Eliseo, e non, come da tradizione, durante una conferenza stampa. Segno ulteriore delle difficioltà in cui si trova Emmanuel Macron, fragilizzato dai risultati delle legislative e incapace di fare un governo d’alleanza con la destra neogollista.

Per quanto riguarda la composizione, c’è da notare che la parità è perfettamente rispettata, con 21 uomini e 21 donne, e sebbene il peso dei ministeri non sia affatto equilibrato questo governo segna una grande vittoria dei movimenti femministi, che sono riusciti ad esautorare l’ex ministro della solidarietà, Damien Abad, accusato da più donne di violenza carnale. Da un punto di vista politico, si tratta di un governo difensivo, raggruppato intorno ai fedelissimi di Macron, in vista di una legislatura delicatissima in cui Macron dovrà negoziare la maggioranza su ogni testo, tenendo conto dei nuovi equilibri dell’Assemblea nazionale, con l’irruzione del Rassemblement national e una sinistra unita è agguerrita. Sinistra, peraltro, che ha già annunciato che deporrà, durante la prima seduta, una mozione di sfiducia. Si capirà a breve se questo governo è destinato a durare o se, come molti dicono, è nato già moribondo.

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Le Contemporanee, il primo media civico in Italia dedicato alle donne e contro ogni discriminazione. I contributi contenuti nel media civico con autore "LeC", sono testi e contenuti a cura del nostro staff.

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