Donne e potere in Nigeria: servono diritti e rappresentanza.

intervista di Monica Frassoni con Mufuliat Fijabi


Mufuliat Fijabi e l’amministratrice delegata di Nigerian Women Trust Fund. È una personalità rilevante in Nigeria; ho avuto modo di conoscerla nell’ambito del Progetto di assistenza elettorale e alla Governance finanziato dall’Unione europea e realizzato tra il 2018 e il 2022 dal Centro europeo di assistenza elettorale (ECES) che ho l’onore di presiedere.

Nigerian women trust fund è una organizzazione che conduce azioni di lobby e sensibilizzazione sul ruolo delle donne in politica, nelle amministrazioni e ovunque ci sia potere: fa ricerca e Fundraising, formazione e tutte quelle attività che possono aiutare le donne nigeriane, fortemente discriminate e sostanzialmente escluse da ruoli politici di rilievo tranne poche eccezioni, ad accedere a ruoli di leadership e influenza.

La situazione in Nigeria è Particolarmente difficile oltre che per le solite ragioni di cultura patriarcale ancora dominanti, anche a causa del sistema politico che richiede enormi risorse e vere e proprie cordate di potere per potere emergere.

Nel corso del progetto che seguo da 5 anni ho avuto modo di apprezzare l’enorme determinazione e preparazione di donne come Mufuliat anche in presenza di situazioni molto difficili.

Quando l’ho incontrata ad Abuja era davvero molto molto contenta, perché per la prima volta la Corte costituzionale, sulla base di un ricorso portato tra gli altri da NWTF, aveva ingiunto al governo di rispettare l’obbligo per tutte le amministrazioni di applicare, pena l’illegalità delle nomine, le quote del 35% di presenza femminile, disposizione già esistente da anni, ma sostanzialmente ignorata.

Tra le prime occasioni per vedere se la decisione della Corte potrà come spera Mufuliat, rappresentare un cambio nella pratica del potere nigeriano ci sarà il rinnovo nei prossimi mesi di una ventina di alti responsabili degli organi elettorali decentrati nei vari stati della federazione Nigeriana. Per ora c’è solo una donna. Sarà molto molto interessante vedere se la quota sarà rispettata o no, visto che le nomine pur se formalmente sono fatte dal Presidente, sono in realtà volute dai governatori locali.

La Nigeria è il paese più popoloso dell’Africa con i suoi oltre 180 milioni di abitanti e si prevede che entro fine secolo arriverà a 400 milioni. È una democrazia, instabile e sottoposta a moltissime sfide, dalla corruzione, alla guerra terribile tra pastori e agricoltori, al terrorismo islamico di Boko Haram, e agli innumerevoli problemi di una società nella quale ogni donna fa in media 5/6 figli e non c’è lavoro per tutti; le ingenti risorse di idrocarburi si sono tradotte in un tragico inquinamento in larghe parti del sud del paese, nel quale vivono milioni di persone in condizioni spaventose, grazie al malgoverno ma anche all’azione delle grandi imprese petrolifere, ENI e Shellin testa.

Ma la Nigeria resta una democrazia, con una società civile attivissima, una cultura vivace (in particolare un’industria cinematografica fiorente, detta Nollywood, la seconda al mondo per numero di film prodotti all’anno dietro all’india, e davanti agli USA.

Un paese di persone veramente appassionanti come appunto Mufuliat.

CONTRIBUTOR

Ambientalista, femminista, esperta di energia. Laureata in scienze politiche, nel 1987 è stata eletta segretario generale della Gioventù Federalista Europea e si é trasferita a Bruxelles. Dal 2009 al 2019 è stata Co-presidente del Partito Verde Europeo. Presiede dal 2011 la European Alliance to Save energy e dal 2013 il European Centre for Electoral Support.

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