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La ragazza del futuro

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Mixando due popolari successi in musica (“Gli uomini non cambiano”, di Mia Martini, e “La ragazza del futuro”, di Cesare Cremonini) il patchwork che ne deriverebbe sembrerebbe suggerirci che, anche alle soglie del 2025, “la ragazza del futuro” è “quasi un ideale che non c’è”.

Ma forse – se avessimo l’ardire di sognarla tutte, tutti, e tutt* insieme – ci accorgeremmo che un domani in cui la ragazza del futuro prenderà, finalmente, vita è sempre più vicino a trasformarsi in realtà.

La ragazza del futuro che vorrei è una tipa tosta, che non ha mai paura di far sentire la propria voce; ma che sa farlo rispettando gli spazi e le sensibilità degli altri. Perché “l’educazione all’affettività” l’ha studiata a scuola: o forse, l’ha addirittura approfondita personalmente, ed ha imparato ad autolivellare i propri spigoli e ad ammorbidire le resistenze.

La ragazza del futuro conosce il valore dell’umiltà, ma ha anche conquistato l’autostima. E non le importa se, non sempre, riesce ad assomigliare ai volti sulle copertine dei giornali: perchè anche se è umana – e quel pensiero, a volte, può farle male, come a tutti gli esseri imperfetti, fatti di vizi e di virtù – coltiva anche la certezza che l’irripetibilità sia la cifra stilistica che rende unico ogni essere umano.

La ragazza del futuro non lascia indietro nessun*: sostituisce alla diffidenza verso l’ignoto il desiderio di conoscenza e di apertura

Si documenta, studia, scava sotto alla superficie, per formarsi un’opinione: si unisce alle compagne di lotta per difendere ciò in cui crede; ma non ha paura, qualora ve ne siano, di contemplare e di ammettere l’eventualità di perplessità e di piccoli disaccordi. 

(Perchè la ragazza del futuro sa che la libertà del pensiero è la più alta forma di onestà verso sè stessi, e verso chi ci sta accanto).

La ragazza del futuro non teme di deludere la nonna, confessandole davanti ad un the al bergamotto che non ambisce a formare una famiglia. Ma non ha nemmeno paura – qualora, invece, si sorprenda a desiderare di crearne una- di poter essere considerata “non abbastanza femminista”, per questo. 

La ragazza del futuro va alla ricerca di sè stessa: una ricerca che potrebbe anche condurla, perchè no, a decidere di diventare, invece, “il ragazzo del futuro”, o di evadere il binarismo di genere.

Perchè la ragazza del futuro non ha dubbi: e lo sa già che la cosa più importante da conquistare, e da difendere orgogliosamente, è la gioia di riconoscere sè stess*!

Se la ragazza del futuro ha incontrato amori tossici, ha saputo allontanarsene in tempo: ed ha protetto e guidato con amore amici ed amiche, perchè potessero fare altrettanto, e trarsi in salvo da storie sbagliate. 

Ma nonostante le delusioni incontrate sul proprio cammino, la ragazza del futuro ama: non importa cosa, chi, oppure in che modo. Ciò che è veramente rilevante, viceversa, è la sua capacità di farlo con tutto il cuore.

La ragazza del futuro è in grado di percepire come proprie anche le ingiustizie che non la feriscono direttamente.

Perchè nessuno di noi, dopotutto, è un’isola!

Rifugge le discriminazioni: rispetta gli animali (indipendentemente dal fatto che ne possegga o meno) e se qualche volta, nel giardino del condominio, sbaglia a fare la raccolta differenziata, sa già che  da domani si impegnerà (con tutti i suoi sette sentimenti) affinchè non accada mai più.

Perchè la ragazza del futuro non dimentica che “questo futuro”, per esserci, ha bisogno di noi, e dello sforzo collettivo per preservare il nostro pianeta!

La ragazza del futuro sarà astronauta ed alpinista, sciatrice ed esploratrice, ballerina o saldatrice, peso massimo o peso piuma. Sarà scienziata oppure artista; insegnante o discente; musicista o fisica delle particelle; bibliotecaria o informatica; infermiera o fiorista; in orario o fuori tempo; brat oppure demure. Scoprirà mondi e galassie a bordo di una navicella spaziale; oppure, sulla carta stampata.  Viaggerà ovunque o, viceversa, realizzerà che nessun viaggio è più importante di quello che viene intrapreso dentro di sè. 

Conosco bene le obiezioni che, a questo punto, chi legge potrebbe sentirsi (insieme al sopracciglio) di sollevare. Che una simile ragazza non potrà mai esistere, nè oggi nè domani: perchè “non sbaglia mai”, e ciò non può essere proprio possibile, per via di quella fallibilità fenotipica (sempre sia lodata!) che è una squisita prerogativa della nostra natura umana.

Ma sento, invece, di potervi rassicurare: perchè la ragazza del futuro sbaglierà, ogni giorno; ma saprà imparare dei propri errori e chiedere scusa quando, senza volerlo, finisce per ferire. Le sue mancanze le apriranno nuovi percorsi e getteranno luce ove prima, anche per lei, regnava l’ombra più oscura.

E la notizia più incredibile, è proprio che, questa ragazza del futuro, non potrà mai esserci senza te, senza me, senza noi tutti. Perchè in lei, alla fine, c’è un po’ di ognun*: perchè solo se la disegniamo insieme, potremo trasformarla, e trasformarci, in una solida realtà.

Il mio augurio per il 2025, quindi, è proprio questo: quello di riuscire a pensare a voi stess* con lo stesso orgoglio, lo stesso amore, e la stessa infinita fiducia con cui guardate, oggi, alla ragazza del futuro. Perchè il futuro siete voi.

Auguri a Contemporanee e Contemporanei che, ogni giorno, continuano a lottare per fare in modo che il “domani” sia più bello di “oggi” e di “ieri”.

LA PAROLA A VOI

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