le opinioni

La parità di genere è un gioco di squadra

a cura de Le Contemporanee


Sono stati 3 giorni intensi e importantissimi per i giovani e non solo. Grazie all’impegno di tutti e di tutte la prima edizione di #Obiettivo5 è stato un grande successo. Questo post è un sincero e doveroso elenco di ringraziamenti. Partendo dalla presenza (non scontata) dei ministri, delle ministre e di tutti gli ospiti che hanno partecipato alla live inchiesta sull’Europa delle giovani generazioni: Elena Bonetti, Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia, Mara Carfagna, Ministra per il Sud e per la Coesione territoriale, Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

Grazie ad Antonio Parenti, Emma Bonino, MartaDassu, Roberta Metsola e Irene Tinagli per il bel panel sull’Europa delle nuove generazioni.Questa prima edizione di #Obiettivo5 è stata aperta nel luogo perfetto dove parlare di futuro il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Un grazie a questo luogo straordinario e alla sua Presidente e contemporanea Giovanna Melandri.

Un grazie particolare va alla Rettrice Antonella Polimeni e al Professore Michel Martone grande amico di noi contemporanee.

Un ringraziamento a tutti i partecipanti, ai professionisti intervenuti come: ChatyLaTorre, Francesca Parviero, Azzurra Rinaldi, Lavinia Biagiotti, Maria Carolina Terzi, Chiara Gribaudo, Chiara Segrado, Habiba Manaa, Monica Forcella, Paola Tavella, GiovannaTrisorio, Monica Frassoni, Nathania Zevi, Francesca Cavallo, Mariolina Coppola, Cristina Sivieri Tagliabue, Annalisa Corrado e tante altre amiche. Alle donne e uomini della cultura e dello spettacolo come: Claudio Santamaria Caterina Caselli, Ema Stokholma, Margherita Vicario, Stefano Lodovichi, Le Scemette – Comiche metropolitane, Norma Cerletti e molti altri. E grazie a tutte le persone (abbiamo sicuro dimenticato qualcuno) che hanno discusso con noi, che ci hanno raccontato la loro storia, i loro progetti, i loro successi e i loro fallimenti, dandoci spunti di riflessione sul futuro.

È quello di cui abbiamo bisogno per sognare in grande!Infine, un applauso e un ringraziamento alla squadra delle contemporanee a quella di CAIRORCS MEDIA, Corriere della Sera, IO DONNA, la27esimaora in particolare alla vicedirettrice vicaria #BarbaraStefanelli Danda Santini e alla “ribellula” Luisa Pronzato. Last but not least grazie di cuore alla Sapienza Università di Roma. Continuate a seguirci perchè nei prossimi giorni dedicheremo a tutti i protagonisti alcuni estratti di questi 3 giorni. Il viaggio verso Obiettivo 5 continua.

La strada tracciata da “Obiettivo 5” e’ quella che serve alle nuove generazioni

di Emanuele La Veglia


“Per la prima volta nella storia, ai vertici delle istituzioni europee, ci sono tre donne” lo ha ricordato Roberta Metsola, presidente del Parlamento Europeo nel videomessaggio diffuso a “Obiettivo 5” (https://www.corriere.it/obiettivo5-parita-di-genere/protagonisti-protagoniste-ospiti/ ) , il primo Campus dedicato interamente alla Parità di genere. 

L’idea nasce dalla sinergia tra il gruppo Rcs e il network Le Contemporanee e ha trovato una perfetta collocazione nella Città Universitaria di Roma, sede principale della Sapienza che parallelamente ospita due mostre “al femminile” dedicate rispettivamente alla Medea di Pasolini e alla divinità fenicia, Astarte.Una scelta non casuale visto che al vertice della storica istituzione accademica c’è, da fine 2020, la prof.ssa Antonella Polimeni, già Preside della Facoltà di Medicina. “Rettrice” è un termine sempre più in uso nella nostra penisola, come suggerisce la presenza di Alessandra Petrucci alla guida dell’ateneo di Firenze o di Giovanna Iannantuoni per Milano Bicocca. 

Le parole, orali e scritte, possono cambiare le cose e la strada è indicata dal titolo stesso dell’evento che, inaugurato il 10 marzo, ha interessato le giornate dell’11 e del 12 marzo. Il riferimento è al quinto punto dell’Agenda 2030 (https://asvis.it/l-agenda-2030-dell-onu-per-lo-sviluppo-sostenibile/ ), il piano d’azione sottoscritto dai Paesi membri dell’Onu per puntare, entro la fine del decennio, ad uno sviluppo che sia davvero sostenibile.“Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’autodeterminazione di tutte le donne e ragazze”, la direttiva delle Nazioni Unite punta ad appianare le diversità di trattamento all’interno dei processi decisionali, in qualunque ambito.

Da qui un disegno articolato su molteplici filoni: lavoro, professioni, relazioni (amicali e genitoriali), imprenditoria, finanza, ma anche attenzione al corpo, alle identità e alla cultura, dal cinema alla musica, con l’applauditissima esibizione di Margherita Vicario. Girando tra le aule, i dipartimenti e le strutture coinvolte dal progetto si avverte un’aria nuova e la possibilità, per ogni partecipante, di dire la propria e di non aver paura delle proprie difficoltà o fragilità.

Non esistono, né hanno senso, le “super women”, ma ci sono piuttosto caratteri, motivazioni, occupazioni e modi di porsi totalmente differenti. Un’eterogeneità di cui bisogna tenere conto quando si invoca ad esempio la presenza delle donne in politica, perché non bastano le quote rosa ma serve un processo che deve partire dalla formazione. La ventata di innovazione arriva dalle studentesse che, nei workshop hanno chiesto consigli su come poter realizzare le loro visioni imprenditoriali, dalle docenti che si sono alternate in cattedra o sul palco, dalle esperte che hanno avviato dibattiti fino a personalità della sfera istituzionale, come Emma Bonino, Chiara Gribaudo o Mara Carfagna, che si sono battute in più occasioni per i diritti delle donne.

E ancora, le giornaliste, pensando alla questione sollevata da Lucia Annunziata in apertura del convegno. Ad oggi sono solo due le direttrici di quotidiani nazionali, ovvero Agnese Pini de La Nazione e Norma Rangeri del Manifesto, però sono tante le testate che parlano dei problemi quotidiani delle donne.

E, ad animare, e moderare, gli appuntamenti in calendario, c’erano le redattrici, e i redattori, del Corriere della Sera, del settimanale iO Donna e del blog “La 27esima ora” (https://27esimaora.corriere.it/ ). In uno degli incontri in programma si notava come, nel 1992, alla sede romana del Corriere le donne fossero 4 o 5 su un organico di 80 persone totali, mentre allo stato attuale si registra, finalmente, una situazione di parità. In che modo, allora, si possono raggiungere traguardi che a volte sembrano impossibili? 

La chiave sta nella valorizzazione dei talenti e nella compattezza dei team, come dimostrato ad esempio dallo staff organizzativo del Campus, nel quale energia e passione si sono unite per porre le basi un futuro migliore. L’inclusione non è un linguaggio formale o un nome su una scheda elettorale, ma un’operazione trasversale e un cambiamento di mentalità. Come ci rammenta spesso il filosofo Lorenzo Gasparrini, “sindaca” suona male semplicemente perché non l’abbiamo mai usato.

E lo stesso vale per “ministra” e per “sottosegretaria” (illuminante, a proposito l’intervento, venerdì, di Maria Cecilia Guerra).È il fenomeno della “segregazione orizzontale”, che come chiarito dall’economista Azzurra Rinaldi, relega le donne ai soli mestieri di cura, come l’infermiera o la maestra, casi in cui non esistono obiezioni di sorta. D’altronde Alexa, e gli altri assistenti vocali, hanno voce femminile, seguendo proprio lo stereotipo appena descritto. 

Insomma, c’è un bel cammino da fare, ma la strada ormai, e per fortuna, è stata tracciata e, nelle prossime settimane si terrà, a livello mondiale, la CSW66 (Commission on the Status of Women), improntata dalle Nazioni Unite all’insegna della parità di genere. Un orizzonte che, adesso, non può più aspettare.

LA PAROLA A VOI

Commenti, spunti, idee, sulla prima edizione del Campus sulla parita' di genere promosso da Corriere della Sera, iO Donna, La 27esima Ora, Le Contemporanee con Sapienza, Università di Roma.

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Emanuele La Veglia è giornalista professionista, scrive di empowerment femminile per Vanity Fair e altre testate. Sul tema è intervenuto in webinar, eventi e attività di formazione. Classe ’92, ha vinto diversi premi nazionali ed è molto attivo nel sociale. Per Rcs ha curato un volume sulla figura di Coco Chanel.

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