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Presidenza della Repubblica e tenuta del Governo. Osare o stare a guardare?

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Intro a cura de Le Contemporanee 


I giochi per il Quirinale sembrano quasi fatti. Mario Draghi nell’ultima conferenza stampa del 2021 ha affermato di essere “un uomo, se volete un nonno, a servizio delle istituzioni” (n.d.r.).

Più chiaro di così, mancava solo un cartello con l’effige della Presidenza della Repubblica italiana e una freccia lampeggiante sulla testa di Draghi. I partiti in questi giorni, tra panettoni, pandori e torroni, dovranno riprendersi dal colpo di un Premier – gradito ad alcuni e sgradito ad altri – che ha segnato una specie di scacco matto per il Colle più alto, mettendoli nelle condizioni di una scelta quasi obbligata.

C’e’ in ballo la Presidenza della Repubblica, ma anche quella del Consiglio e la durata dell’ultima legislatura prima del voto del prossimo anno.Ci sono poi le cancellerie d’Europa e mercati, che guardano all’ Italia con speranza e preoccupazione, spezzando lance a favore di Mario Draghi, unico  garante per la tenuta italiana, una tenuta che scongiuri che PNRR e debito pubblico vadano a finire gambe all’aria. 

Come sempre però in questo mediacivico proviamo a porre visioni non scontate di un finale che ha due possibili scenari: uno  “citofonato” oppure il non happy ending destabilizzante. Proviamo ad offrire una lettura alternativa sulla possibilità di eleggere una Presidente della Repubblica, una donna giusta, o magari la prossima Presidente del Consiglio.

Come? Un modo ci sarebbe. Sentite cosa ci dice la nostra “Stratega”, rigorosamente in incognito. La Stratega sa fare bene di conto e conosce assai bene la politica. Non perdetevela.

Foto di George Becker da Pexels

La Stratega e il Romanzo Quirinale. Scenari e protagoniste

a cura de La Stratega


C’è una mossa del cavallo sul confuso scacchiere della partita per il Quirinale. Questa mossa è in mano alle parlamentari e senatrici donne. Sono 339, senza contare i possibili rinforzi nella pattuglia dei delegati regionali, e quindi avrebbero la forza sufficiente per dire: adesso tocca a una di noi.

Accordarsi su un nome eccellente – ce ne sono almeno 4 – e metterlo in campo non come utopia *o come pedine da sacrificare nelle prime tre votazioni prima che i maschi entrino in campo alla quarta (sì, qualcuno coltiva questo schema)*, ma come possibile grimaldello per sbloccare crisi, forse anche per risolverla, confidando in quel che sempre accade quando in politica ci sono più paure che coraggio: l’intendenza seguirà. E per intendenza ci si riferisce alla massa dei parlamentari di tutti gli schieramenti tenuti fuori dai misteriosi giochi dei leader e spaventati dall’idea di risultare gli agnelli sacrificali di un rito su cui non hanno alcuna incidenza.

“339 è un numero significativo, reale, molto vicino (per dire) alla somma dei Grandi Elettori M5S e Pd che fa 365. E’ il più alto numero di donne mai eletto nel nostro Parlamento”

La Stratega

E poi, che magnifico spettacolo sarebbe! Le donne che si pigliano il potere di farsi Queen Maker della massima carica dello Stato, compiendo un atto di tracotanza autentica, scavalcando le ambizioni e le segrete tattiche dei propri capi, e dicendo al Paese “noi la soluzione ce l’abbiamo”. Che rivincita storica su quelli che le infilano nei dibattiti a titolo di Quote Rosa, e poi mentre parlano giocano col cellulare. Che rovesciamento di senso rispetto alla grigia resistenza nelle retrovie dei partiti, cercate e messe in vetrina solo per l’Otto Marzo ed equivalenti.

E che fanfare saremmo tutti obbligati a suonare per il Team delle signore che esce allo scoperto dicendo non più “metteteci una donna” ma facendo nome e cognome, e cercando voti per lei.

339 è un numero significativo, reale, molto vicino (per dire) alla somma dei Grandi Elettori M5S e Pd che fa 365. E’ il più alto numero di donne mai eletto nel nostro Parlamento: giocarsi collettivamente la sfida del Quirinale, mandando a quel Paese ogni superiore ordine di scuderia, darebbe finalmente un senso pure alle Quote Rosa prima che gli uomini – come è pressochè certo – al prossimo giro si riprendano tutto, usando il taglio di Camera e Senato per far fuori quelle che da sempre percepiscono come accessori.

E forse, funzionerebbe un po’ anche come assicurazione sulla carriera: decimare le donne in lista, dopo che le donne si sono fatte protagoniste del romanzo Quirinale, diventerebbe difficile anche per i più spregiudicati. Siamo nel campo della distopia, ovviamente, e però mai dire mai. Magari c’è una, o cinque, o dieci, che ha il coraggio di tentare il gioco.

Magari, anche tra gli uomini, c’è qualcuno interessato a sostenerlo come scintillante alternativa a trame più complicate e potenzialmente più rischiose. In questo 2021 dei successi inaspettati, forse un serio tentativo di eleggere una Presidentessa potrebbe entrare nel lungo elenco delle vittorie impossibili diventate realtà.

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  • La Stratega

    La Stratega - E' una persona dalla fine analisi politica e dalla penna brillante che conosce bene le istituzioni e che Le Contemporanee consultano spesso e volentieri sui temi più complessi e interessanti. Possiamo solo dichiararne il genere: femminile. E sarà un piacere leggerla ancora sul nostro media civico. 

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