Chi siamo: un network di competenze per la parità
Le Contemporanee è il primo media civico in Italia dedicato alla parità di genere e alla lotta contro le discriminazioni multiple. La nostra organizzazione non è solo una testata, ma un ecosistema che aggrega competenze trasversali: manager, accademiche, economiste e rappresentanti delle istituzioni italiane ed europee. Siamo un network innovativo votato alla costruzione di ponti e alla sintesi politica pragmatica. Lo abbiamo dimostrato con la campagna “Half of It – Donne per la Salvezza”, determinante nel correggere l’impostazione del PNRR in chiave di equità di genere attraverso un dialogo serrato con i governi Conte II e Draghi.
Oggi, con lo stesso spirito, interveniamo sulla riforma degli Equality Bodies (Atto del Governo n. 382).
L’urgenza europea e il bivio italiano
L’Italia affronta un bivio normativo imposto dalle Direttive (UE) 2024/1499 e 2024/1500. Il termine per l’attuazione è giugno 2026, con una piena operatività prevista per gennaio 2027. Consideriamo questa proposta di riforma un’occasione cruciale per avvicinarci all’Europa, ma vigiliamo affinché non si trasformi in un’occasione mancata o, peggio, in un peggioramento dello status quo. Una riforma “timida” non basta: serve indipendenza reale, potere sanzionatorio e risorse adeguate.
La nostra proposta: un’Autorità Garante Indipendente
La proposta del Governo di un organismo più ampio è un passo interessante ma insufficiente. La nostra visione è più ambiziosa: l’Italia ha bisogno di una vera Autorità Garante per la parità di genere, un’istituzione dotata di personalità giuridica distinta, autonomia operativa e mandati protetti dalle logiche dello spoil-system. Deve operare come una vera “Antitrust delle Discriminazioni”, capace di monitorare, raccogliere dati e, soprattutto, sanzionare chi viola le norme sulla parità di trattamento. Le discriminazioni non sono solo ingiuste; sono una distorsione del mercato e del merito.
Il nodo dei fondi: oltre i vincoli di bilancio
Il recepimento delle direttive richiede coraggio finanziario. Gli stanziamenti ipotizzati nell’AG 382 (circa 10-15 milioni di euro annui) appaiono irrisori se paragonati ai compiti richiesti. Consapevoli dei vincoli di bilancio, proponiamo un sistema di finanziamento misto, prendendo a modello l’Antitrust (AGCM), che dispone di circa 90 milioni di euro annui finanziandosi in gran parte tramite i contributi delle società di capitali. La tutela della dignità umana non può valere meno della libera concorrenza. Un fondo massiccio statale è necessario per la partenza, ma l’integrazione con meccanismi simili a quelli dell’AGCM garantirebbe l’indipendenza dal potere politico e dal Ministero dell’Economia.
Il presidio territoriale: valorizzare le Consigliere di Parità
Non possiamo smantellare i presidi esistenti. Le Consigliere di Parità regionali e provinciali sono l’unico punto di riferimento capillare per le lavoratrici. Chiediamo che il decreto le integri nel nuovo sistema come “braccio armato” dell’Autorità sul territorio, collaborando direttamente con l‘Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) attraverso protocolli d’intesa rafforzati. Proponiamo inoltre di superare la nomina politica a favore di una modalità elettiva basata su comitati tecnici e indipendenti.
Un Benchmark per l’Europa
Abbiamo l’opportunità storica di creare un modello unico in Europa: un organismo che unisca la forza giuridica delle Authority indipendenti alla capillarità sociale della rete territoriale. Questo sistema permetterebbe all’Italia di superare i modelli francese o tedesco, diventando un punto di riferimento internazionale.
Conclusione: un arbitro con fischietto e cartellini
Il tempo della testimonianza è finito. L’Italia ha bisogno di un arbitro con fischietto e cartellini, capace di sanzionare con intelligenza e proteggere proattivamente le vittime. La parità deve diventare un asset strategico, sociale ed economico per la competitività del Paese. Siamo pronte a mettere in campo una task force di altissimo profilo per trasformare questa sfida in una realtà operativa entro il 2027. Cambiamo approccio e faremo grandi cose insieme.


