Istantanea

E’ tornato il Novecento.

Come spesso capita, Flavia Perina, giornalista e contemporanea, e’ riuscita a mettere nero su bianco una sensazione rispetto a quello che incredibilmente vediamo accadere in queste ore in Ucraina, con l’inaccettabile invasione russa e una certa inadeguatezza occidentale ed europea. Guardiamo attoniti ciò che accade, sperando che qualcosa improvvisamente cambi, per qualche strana ragione, senza turbare le nostre vite. Una pandemia e una terza guerra mondiale sarebbe forse troppo per chiunque. Eppure, esistono dei diritti inviolabili e dei doveri morali. Noi contemporanee ci stringiamo al popolo ucraino, sperando in una soluzione rispettosa delle vite in pericolo ma anche dei valori democratici condivisi in occidente, unico collante che fino a oggi ci ha faticosamente permesso di vivere oltre mezzo secolo di pace in Europa. Questa pace e’ oggi in pericolo.

“E dunque è tornato il Novecento, ma siamo meno attrezzati a fronteggiarlo e non abbiamo canzoni che ci raccontino Kiev come Praga, Kiev come Budapest, gli sposi col fucile sulla porta del municipio, le vecchie che si fanno arrestare a San Pietroburgo, non abbiamo Pat Starke e Occidente Goodbye, si è perso pure l’inventario dei giorni euforici e delle vecchie glorie, neanche un Guccini che ci dica in musica il dolore che brucia ogni strada e i pugni stretti al funerale di Palach, e insomma: la bolletta del gas e l’export dell’alta moda, ecco, oggi mettiamo in rima quello.” Flavia Perina, 26 febbraio 2022

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Politica e giornalista italiana, ex-direttrice del Secolo d'Italia

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