Lo scandalo della sepoltura dei feti. Ecco come nasce la campagna Libera di abortire.

Il 30 settembre del 2020 centinaia di donne che hanno abortito a Roma scoprirono il loro nome su una croce al Cimitero Flaminio di Roma. Lo scandalo della sepoltura dei feti con l’uso del nome delle donne a loro insaputa è una prassi in palese violazione dei diritti di scelta e di privacy che è arrivata non solo sulla stampa italiana ma in tutto il mondo. Diverse furono le testate internazionali a darne risalto, dal Washington Post alla BBC.

A distanza di 15 mesi l’emittente internazionale Al Jazeera torna sul caso con un’inchiesta che sarà trasmessa nel programma “Close up” di Al Jazeera e da oggi disponibile sul sito web della rete televisiva.

L’inchiesta realizzata dalla giornalista italiana Flavia Cappellini, come primo atto di un lavoro giornalistico che proseguirà nei prossimi mesi, oltre a documentare per la prima volta le cerimonie di sepoltura dei feti da parte dei movimenti pro-vita, segue la battaglia di Francesca Tolino.

Lei è una delle donne che ha ritrovato il suo nome affisso su una croce, affiancata da Francesco Mingiardi, il suo avvocato, Giulia Crivellini, tesoriera di Radicali italiani, Vittoria Loffi, coordinatrice di Libera di Abortire e Simone Sapienza della direzione di Radicali italiani, che in questi mesi insieme ad altre attiviste e attivisti hanno portato il tema al centro dell’attenzione pubblica arrivando ad avviare un processo presso il Tribunale di Roma nei confronti dei responsabili della sepoltura, ovvero della municipalizzata AMA S.p.A., delle aziende ospedaliere della città e delle ASL.

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CONTRIBUTOR

Vittoria Loffi è studentessa universitaria e attivista femminista. È autrice del podcast “Tette in Su!” prodotto per Eretica Podcast e fra le coordinatrici della campagna nazionale “Libera di Abortire” per un libero accesso all’aborto in Italia. Contributor e presenza attivissima de Le Contemporanee.

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