La Convention di Berlusconi vista da una ventenne

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Pensieri sparsi sulla Convention di Forza Italia a Napoli e il discorso di Silvio Berlusconi.

Volevo vedere Love, Death & Robots, una serie distopica, su futuri alternativi e alienanti, ma in TV è apparso quello e mi è bastato.

Pensiero n.1
Come gli va? Ma non vuole andare in pensione? Soprattutto dopo il lock down mettersi i jeans e delle scarpe che non fossero pantofole è risultato difficile a me, a 25 anni. Lui ad 85 anni, dopo almeno 3-4 ricoveri in ospedale, processi, governi, ha voglia di mettersi in giacca e cravatta e parlare per 1h a Napoli (che farà pure un caldo allucinante) del nuovo progetto politico per il Paese?

Pensiero n2.
Dal suo discorso emerge un mondo dove credo molti vorrebbero vivere: senza tasse, dove buoni e cattivi sono ben riconoscibili e definiti. Un mondo dove persino la sinistra vorrebbe vivere, perché, nel mondo di Silvio Berlusconi, esiste la concreta possibilità che la sinistra vinca, se lui non interviene.

Pensiero n.3
La sinistra di Berlusconi è infatti unita, compatta dietro un’unica bandiera, le tasse, inclusa la patrimoniale, un qualche cosa che la “sinistra” a malapena pronuncia: una sinistra che esiste solo nei discorsi di Berlusconi.

Pensiero n.4.
Non credo dica cose vere, ma la verità non esiste più (e forse non è mai esistita) è per questo che tutt’oggi continua a riscontrare successo. Comunisti, liberali, libertà, atlantismo, Europa, Cina- le definizioni che dà Berlusconi di queste cose sono soggettive e un po’ vaghe. Ma guardando mi sono resa conto che se provi ad analizzare quello che dice sulla base del vero/falso o del binomio ragione/torto ti rendi conto che il mondo politico è ambiguo e che lui semplicemente ci sguazza dentro.

Pensiero n.5.
L’unica tara con cui misurare l’efficacia del suo discorso è: convince?

Convince utilizzare tempo per lanciare stoccate al PD e parlare di espansionismo cinese di fronte alla concretezza delle bombe sull’Ucraina? Le sue amicizie con Putin sono sempre state di pubblico dominio, come la vicinanza di Mosca con Pechino.

Convince parlare di abolizione delle tasse nel mondo post pandemico, ancora in piedi anche grazie ad un sistema sanitario nazionale pagato dalle stesse? E’ vero che non c’è nulla di nuovo sotto il sole, soprattutto in un paese vecchio come l’Italia, ma i bisogni sono cambiati. La povertà è aumentata di pari passo con il disagio mentale e nel mondo di Berlusconi non sembrano esserci delle soluzioni concrete a questi problemi.

Il tempo è l’unico nemico che Silvio non è riuscito a sconfiggere.

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