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L’Ucraina e le parole di Kamala Harris, senza se e senza ma

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Con l’Ucraina senza se e senza ma. “Coloro che hanno perpetrato questi crimini, e i loro complici superiori, saranno chiamati a risponderne”

Questo quanto annunciato da Kamala Harris, che torna in prima fila sulla politica estera Usa e internazionale durante il suo discorso all’importante Conferenza sulla sicurezza di Monaco che si é ovviamente concentrata sulla guerra di aggressione russa in Ucraina. Kamala Harris ha inoltre ribadito che “Fin dai primi giorni di questa guerra non provocata, abbiamo visto le forze russe coinvolte in orrende atrocità e crimini di guerra. Le forze russe hanno condotto attacchi diffusi e sistematici contro la popolazione civile, con atti raccapriccianti di omicidio, tortura, stupro e deportazione. Uccisioni in stile esecuzione, pestaggi e folgorazioni”.

Anche qui dal mediacivico delle contemporanee non possiamo chiudere gli occhi su quanto é accaduto e continua ad accadere: morte, distruzione, violazione del diritto internazionale, deportazione forzata di centinaia di migliaia di persone dall’Ucraina alla Russia, compresi bambine e bambini.

Come ricordato dalla Vice Presidente americana a oggi esistono le prove concrete di attacchi russi indiscriminati che hanno deliberatamente preso di mira i civili. Come non ricordare il bombardamento del reparto di maternità di un ospedale e del teatro di Mariupol? Come tacere sugli orrori di Bucha?

Harris ha infine ricordato il rapporto delle Nazioni Unite che lancia un tremendo allarme, difficile perfino da scrivere in un post sui social network e proprio qui sulle contemporanee, per l’orrore che evoca: una bambina di quattro anni è stata aggredita sessualmente da un soldato russo. 

Sono barbarie, sono crimini di guerra.

Quando vedremo la fine di tutto questo? Cosa farà la diplomazia internazionale? 

Cosa faranno le forze occidentali, non sempre ugualmente determinate a porre fine a questa crudeltà insensata e a una invasione che non ha giustificazioni? Sono già in numero sovrabbondante quanti si arrampicano sugli specchi di una geopolitica fatta di troppi se e troppi ma, poca conoscenza di quanto stabilito proprio dal diritto internazionale e dal nuovo Godot diplomatico.

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