Il discorso di Ursula da ripassare (soprattutto oggi dopo il #sofagate)

Ci prepariamo inoltre a mesi in cui vi sara’ molto probabilmente un lungo addio di Angela Merkel in Germania alla politica e a capo della locomotiva d’Europa.

In Italia si guarda in modo speranzoso a Super Mario Draghi. Non riusciamo a liberarci dal Covid e siamo nel pieno di una complessa, lenta, convulsa campagna vaccinale. 

Le leadership nazionali ormai non bastano piu’. Servono, ma non bastano.

E allora sarebbe bene ancora una volta guardare all’Europa e a una donna forte al comando. 

E una donna forte al comando che puo’ esercitare a pieno la propria leadership anche in questi tempi difficili l’abbiamo.

lagarde von der leyen
La Presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen e la Governatrice della Banca centrale europea, Christine Lagarde.

Si chiama Ursula Von Der Leyen. Nonostante Charles Michel e il sofagate di Erdogan.

E non sarebbe male se anche adesso, in un momento cosi’ difficile da interpretare, in cui la tenuta economica e psicologia in Europa sono cosi’ ardue da governare, la Presidente Von Der Leyen tornasse a farsi sentire chiaramente.

Il suo primo discorso sullo stato dell’Unione europea si e’ tenuto qualche tempo fa e risulta ancora di straordinaria attualita’. Serve ora piu’ che mai una leader in Europa salda, lucida e duratura. E Von Der Leyen ha queste caratteristiche.
Serve parlare con chiarezza e lungimiranza, come lei ha saputo fare, ancora di Recovery fund, sanita’, di campagna vaccinale anticovid e un chiaro ruolino di marcia, di salario minimo, di digitale, di transizione ecologica, al centro degli impegni della Commissione europea.
Bisogna continuare a proteggere le vite. Questo il mantra di Ursula Von der Leyen.

Le parole furono azzeccate e la direzione e’ sempre la stessa anche se prevale lo sconforto, la stanchezza.
«E’ un periodo di ansia» aveva detto «e i cittadini sono preoccupati di come sbarcare il lunario. L’incertezza non è ancora superata e la ripresa è ancora in fase iniziale: la nostra priorità è superare questa fase e l’ Europa può farlo ». 
La nostra Europa, grazie agli sforzi delle scorse settimane, ha pero’ oggi tutti gli strumenti per «continuare a proteggere le vite».
Arrive’ anche un altola’  deciso ai nazionalismi e agli egoismi da parte della Presidente della Commissione europea: solo la cooperazione può salvare le vite.  Teniamolo sempre  a mente, anche adesso, che il gioco si fa davvero duro, ma che si intravede una speranza. 

Ci prepariamo inoltre a mesi in cui vi sara’ molto probabilmente un lungo addio di Angela Merkel in Germania alla politica e a capo della locomotiva d’Europa.

In Italia si guarda in modo speranzoso a Super Mario Draghi. Siamo appena ripiombati in una terza ondata Covid  furiosa e nel pieno di una complessa e lenta campagna vaccinale. 

Le leadership nazionali ormai non bastano piu’. Servono, ma non bastano.

E allora sarebbe bene ancora una volta guardare all’Europa e a una donna forte al comando. 

E una donna forte al comando che puo’ esercitare a pieno la propria leadership anche in questi tempi difficili l’abbiamo.

Si chiama Ursula Von Der Leyen.

E non sarebbe male se anche adesso, in un momento cosi’ difficile da interpretare, in cui la tenuta economica e psicologia in Europa sono cosi’ ardue da governare, la Presidente Von Der Leyen tornasse a farsi sentire chiaramente.

Il suo primo discorso sullo stato dell’Unione europeasi e’ tenuto qualche tempo fa e risulta ancora di straordinaria attualita’. Serve ora piu’ che mai una leader in Europa salda, lucida e duratura. E Von Der Leyen ha queste caratteristiche.
Serve parlare con chiarezza e lungimiranza, come lei ha saputo fare, ancora di Recovery fund, sanita’, di campagna vaccinale anticovid e un chiaro ruolino di marcia, di salario minimo, di digitale, di transizione ecologica, al centro degli impegni della Commissione europea
Bisogna continuare a proteggere le vite. Questo il mantra di Ursula Von der Leyen.

Le parole furono azzeccate e la direzione e’ sempre la stessa anche se prevale lo sconforto, la stanchezza.
«E’ un periodo di ansia» aveva detto «e i cittadini sono preoccupati di come sbarcare il lunario. L’incertezza non è ancora superata e la ripresa è ancora in fase iniziale: la nostra priorità è superare questa fase e l’ Europa può farlo ». 
La nostra Europa, grazie agli sforzi delle scorse settimane, ha pero’ oggi tutti gli strumenti per «continuare a proteggere le vite».
Arrive’ anche un altola’  deciso ai nazionalismi e agli egoismi da parte della Presidente della Commissione europea: solo la cooperazione può salvare le vite.  Teniamolo sempre  a mente, anche adesso, che il gioco si fa davvero duro, ma che si intravede una speranza. 

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CONTRIBUTOR

Classe 84, esperta di comunicazione e politica, Cofounder de Le Contemporanee. Lavora da anni con Radio Radicale e collabora con diverse testate, tra cui Io Donna - Corriere della Sera, Il Foglio e Milano Finanza.

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