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Il mio saluto a Emma Bonino

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Sono stata preceduta da nomi molto noti del mondo politico e culturale. Io sono un’amica di Emma e come tale ho mille bellissimi ricordi di cene, chiacchiere serie o scherzose, viaggi e perfino di immersioni subacquee. Ma qui stasera voglio ricordare solo un piccolo aneddoto.

Una sera, davanti a una pizza, Emma mi dice: “Sai sono un po’ preoccupata perché mi manca un capo progetto per organizzare una conferenza, con qualche centinaio di persone, contro le Mutilazioni genitali Femminili in Burkina Fasu”. Io avevo già partecipato a diverse conferenze della campagna contro le mutilazioni in posti complicati e sapevo bene che cosa tutto questo voleva dire.

Sapevo perfino dov’era il Burkina Fasu. Eppure mi sono sentita dire con raccapriccio “Certo se vuoi vado io”. Non solo l’ho detto, ma l’ho anche fatto e così ho passato un mese e mezzo a Ouagadougou.

Emma era quindi anche un’amica pericolosa perché è stata capace, spesso in modo più o meno inconsapevole, a forzarmi ad essere migliore di quello che sono. E questo è capitato anche a molti altri, altre persone che come me non hanno potuto fare a meno di seguirla nelle sue iniziative e di condividere le sue passioni. Tra queste persone nel tempo si sono create altre amicizie ed affetti e questo è un altro regalo di Emma.

Emma ha avuto una morte come tutti, ma solo pochissimi hanno avuto come lei una vita straordinaria.

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CONTRIBUTOR

  • Cristina Molinari, laureata in matematica. Per molti anni Partner in Accenture. Oggi é una imprenditrice nel campo delle tecnologie per il turismo. Da sempre impegnata in importanti campagne per la parità di genere, fa parte del network delle contemporanee e del suo comitato scientifico.

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