Un dialogo appassionato e penetrante attorno alla necessitร di una presa di coscienza collettiva, dalla quale non puรฒ prescindere il cambiamento di cui abbiamo tutti – disperatamente- bisogno. Alla vigilia dello scorso 25 novembre, Giornata internazionale per lโeliminazione della violenza contro le donne, nella bella cornice di Palazzo Farnese, Antonella Veltri, Presidente dellโassociazione D.i.Re โ Donne in Rete contro la violenza, Lucia Annibali, Difensore civico della Regione Toscana, ex deputata e avvocatessa italiana e Ynaรฉe Benaben, Direttrice generale dellโassociazione francese En avant toutes, si sono confrontate sulla scorta di una ricca tavola rotonda, moderata dalla giornalista, conduttrice e scrittrice Maria Latella.
Il dialogo si รจ inserito allโinterno della rassegna autunnale italo-francese Voce alle donne!, iniziativa fortemente voluta da Institute Francaise e dallโAmbasciata di Francia in Italia, con il sostegno di Kering Foundation, Translated ed Edison; con la collaborazione della Casa Internazionale delle Donne e la Media Partnership di Le Contemporanee.
I lavori sono stati aperti dagli interventi di Martin Briens, Ambasciatore francese in Italia, che ha ribadito lโimportanza di una presa di coscienza collettiva, dopo i 106 femminicidi italiani ed i 114 francesi dallโinizio dellโanno corrente; e di Cรฉline Bonnaire, Delegata generale Kering Foundation che ha ricordato invece il costante impegno della fondazione (a partire dalla sua nascita, nel 2008) nel contrasto alla violenza contro le donne, tramite il sostegno alle vittime, lโorganizzazione di iniziative di prevenzione e la mobilitazione globale.
Lโambasciatore ha inoltre voluto dedicare simbolicamente la serata in oggetto a Giulia Cecchettin, laureanda in ingegneria di soli ventidue anni, barbaramente uccisa dallโex fidanzato Filippo Turetta, nonchรจ a tutte le vittime di femminicidio.
Ricollegandosi a propria volta alla tragica vicenda di Giulia, lโavvocata Lucia Annibali si รจ soffermata sulla necessitร di non lasciare che simili storie di sofferenza, che comprensibilmente ci trasmettono un profondo senso di sgomento, precipitino nellโoblio, finendo dunque per ripetersi allโinfinito, nella sostanziale omertร collettiva.
โ Anche la mia esperienza di violenza, che ebbe luogo oramai dieci anni orsono, destรฒ di certo lโindignazione e lโorrore dellโopinione pubblica, nellโimmediato: fui aggredita con lโacido, per volere di un uomo che non seppe tollerare il rifiuto – Ricorda infatti Annibali – Oggi, tuttavia, ritengo piรน importante focalizzarsi su che cosa accade dopo esperienze come questa: sul momento in cui si conquista quella libertร individuale che, in seguito, non si abbandona mai.
Eโ importante rafforzare nella collettivitร la consapevolezza della libertร quale diritto inalienabile della donna. Eโ importante trasmettere alle ragazze la fondamentalitร di quellโaspirazione ad essere libere.โ
La giornalista Maria Latella, moderatrice del dibattito, si รจ in seguito provocatoriamente interrogata sulla realtร che ci circonda. Sia in Francia che in Italia, malgrado lโevoluzione palpabile registrata nellโavanzamento della paritร di genere, permangono infatti situazioni drammatiche, come testimoniato dai dati relativi ai femminicidi del 2023.
Antonella Veltri, Presidentessa di Di.Re, Donne In Rete Contro la Violenza, ha cercato di rispondere allo spinoso quesito riflettendo innanzitutto sullโoperato dei centri antiviolenza. La rete Di.Re, esistente dal 2008, conta 107 centri e 62 case rifiugio siti in 19 regioni italiane, soliti accogliere, in media, 20.000 donne lโanno.
โIn Italia, le donne si ritrovano a dover fare fronte ad un rapporto complesso con la giustizia: per molto tempo, le loro denunce sono state destinate a cadere nel vuoto, senza essere credute – Ha evidenziato Veltri – Malgrado la Convenzione di Istanbul, ratificata nel 2011, permane una significativa disparitร di potere tra uomini e donne; sia in ambito pubblico che privato. La terribile vicenda di Giulia ci ricorda che il femminicidio non รจ che il momento finale di unโescalation di violenze, spesso precedute da segnali premonitori, tra cui il controllo. Il mio consiglio alle donne, pertanto, rimane invariato: dinanzi alle prime red flags, occorrerebbe rivolgersi ai centri antiviolenza, laddove altre donne competenti, responsabili ed accoglienti sapranno intercettarli, nel pieno rispetto della riservatezza e dellโautodeterminazione.โ
โTuttavia – Come ha sottolineato Veltri – la responsabilitร di quanto accade non risiede nellโincapacitร delle donne di decrittare i segnali: ma nelle latenza di un moto che origini, invece, dagli uomini stessi, che si dovrebbero lucidamente interrogare, riconoscendo e bandendo le forme di violenza sin dai primi esordi; anche quando non le commettono, ma le individuano negli altri.โ
Ynaรฉe Benaben, Direttrice generale dellโassociazione francese En avant toutes, ha formulato invece un interessante ritratto dellโapproccio al tema della violenza contro le donne in Francia, descrivendo lโimpegno della sua associazione. Agli albori della nascita di En avant toutes, un ampio studio sul campo aveva infatti evidenziato che le strutture sul territorio destinate alle donne vittime di violenza erano troppo poche o sovraccariche, rivelando anche la prevalenza della violenza tra le donne piรน giovani.
En Avant toutes, nata nel 2013 ed attiva da dieci anni, ha dunque deciso di utilizzare modalitร di comunicazione appositamente pensate per coinvolgere un pubblico giovane, ai fini di promuovere lโuguaglianza di genere e di prevenire e contrastare la violenza.
โSi stima che, in Francia, una giovane su 7 sia vittima di violenza – Ha ribadito Benaben – Scegliendo di valorizzare le cosiddette caratteristiche โmaschiliโ, la societร crea disuguaglianze e violenze che colpiscono in particolare le donne e le minoranze di genere e si sommano ad altri elementi di disparitร , quali lโetร , la classe sociale, la cultura, la religione e lโorientamento sessuale. Per spezzare questa catena, abbiamo deciso di agire con e per le giovani donne e le persone LGBTQIA+ che subiscono violenza allโinterno delle coppie e delle famiglie. Perchรฉ sappiamo che sono i giovani, generalmente, a subire le violenze domestiche piรน gravi e silenziose: una realtร drammatica, che esige un intervento specifico.โ
Nel corso del dialogo, non รจ rimasto inevasa lโimportante tematica educativa, in virtรน dellโentrata in vigore, prevista per il gennaio 2024, dellโEducazione allโaffettivitร , tra le discipline dellโordinamento scolastico.
โLo strumento educativo – Ha concordato lโavvocata Annibali – appare fondamentale: un aproccio penalistico (per quanto sia fondamentale riconoscere che si tratta di reati, connessi a responsabilitร ineludibili) non รจ, del resto, sufficiente. Una donna vittima di violenza, infatti, raramente รจ animata da desideri di vendetta; viceversa, nutrirร un profondo bisogno di rassicurazioni in termini di libertร e di sicurezza. Di cui, la necessitร di affrontare il tema della violenza con un approccio a tutto tondo, responsivo della sua complessitร , fornendo ai giovani strumenti di interpretazione e di conoscenza delle dinamiche relazionali.โ
โIn Francia, attualmente, le ore di educazione sessuale in classe risultano obbligatorie: ma non sempre la legge viene adeguatamente applicata..- Ha ricordato poi Benaben, descrivendo invece la situazione educativa francese – Si stima infatti che, in media, gli alunni francesi abbiano frequentato meno di due lezioni su sette, durante il loro percorso di scolarizzazione, non condotte da specialisti qualificati. Di recente, si รจ tuttavia registrato uno sforzo di potenziare l’effettiva realizzazione di sessioni di educazione alla sessualitร e alla vita affettiva in tutte le scuole, declinandola come Educazione alla Paritร .โ
Lโincontro si รจ infine concluso con un appello di Antonella Veltri per la fondamentalitร delle attivitร di prevenzione della violenza contro le donne, che non potranno perรฒ prescindere dallโerogazione delle risorse indispensabili alla loro piena attuazione.
โ Allโinterno del DEF, sarebbe necessario inserire una voce in grado di consentire una vera applicazione alle Convenzione di Istanbul: infatti, solo finanziando lโattivitร dei centri anti- violenza si puรฒ creare un sistema organizzato, in grado di dare la misura dellโinizio di un cambiamento culturale strutturato, a partire dalla base.โ
โAd oggi, in Italia, ogni tre giorni, una donna continua a morire: il Consiglio dei Ministri dโEuropa ha emesso addirittura un ammonimento per lโalto numero di archiviazioni nei processi a carico degli uomini autori di violenza. Occorre dire basta agli interventi โspotโ, ed investire quelle risorse necessarie a far rispettare le misure ed i provvedimenti formalmente previsti dal Codice Rosso, in vigore dal 2019.โ
A poca distanza dallโapprovazione ad unanimitร del ddl Roccella, che prevede le nuove misure destinate al contrasto alla violenza di genere, le immagini del Senato durante il dibattito ci restituiscono, tuttavia, il ritratto impietoso di aule dolorosamente vuote.
Azione, prevenzione, impegno: questi, dunque, i punti cardinali di una rete che non si puรฒ – e non si deve – disunire; ma deve proseguire, instancabile, la sua lotta traversale alla violenza di genere, per evitare che, come osservato da Latella โogni giorno, diventi il giorno in cui avremo un nuovo femminicidio a fronte del quale dolerci.โ



