Beni culturali “patrimonio” di noi donne

Quello fra le donne e il patrimonio culturale e artistico è diventato, specie negli ultimi anni, un binomio inscindibile. 

Con sguardo alle statistiche, è chiaro quanto imponente sia il ruolo femminile nella tutela e valorizzazione dei beni culturali: la prevalenza di studentesse nei corsi di laurea connessi a tale ambito è netta, più netta ancora è la presenza delle donne – spesso in posizioni apicali – nei diversi profili professionali connessi al restauro e alla conservazione dei beni culturali, alla gestione museale e all’archeologia. Anche nel campo imprenditoriale, quello delle imprese culturali è uno dei settori dove maggiore è l’iniziativa femminile.

Non è un caso infatti che il convegno “Donne del patrimonio”, promosso dagli Stati Generali del Patrimonio Italiano, si sia svolto Giovedì 7 Aprile nella sala del Cenacolo della Camera dei deputati, all’interno del Complesso di vicolo Valdina: questi spazi testimoniano quanto fondamentale sia stato l’apporto delle donne anche rispetto al vastissimo patrimonio artistico della Camera dei deputati, nei cui palazzi sono ospitate circa mille opere tra dipinti, sculture, arazzi.

I progetti messi in campo tendono ad allargare l’offerta “tradizionale” di Montecitorio a porte aperte con maggiori e diversi contenuti: mettendo in campo non solo tecniche e competenze professionali, necessarie per la conservazione e il restauro dei beni, ma anche un bagaglio prezioso d’idee per valorizzare le opere, creando innovative modalità di accesso a beneficio del pubblico.

Grazie a questa commistione di tecniche e approcci innovativi da poche settimane sono presenti alcune tra le opere di pittura italiana contemporanea di proprietà della Camera più rappresentative delle correnti artistiche del Novecento. Si è concluso anche il restauro della Sala Aldo Moro, nel quale la partecipazione femminile è stata determinante a ogni livello, dalla soprintendenza all’esecuzione dei lavori: la sala è tornata ad ospitare, dopo un lungo restauro, il grande dipinto del Veronese de Le Nozze di Cana e la così detta Gioconda Torlonia

La sala della Sagrestia dal 2021 è divenuta un punto “vivo”, dove è possibile partecipare all’esperienza del “restauro aperto”, in linea con gli orientamenti delle principali realtà museali nazionali ed internazionali, per vedere in presa diretta il lavoro di professionisti straordinari, rappresentanti delle indiscusse eccellenze internazionali italiane, con una importante e costante presenza femminile.

L’idea guida delle scuole di restauro è, infatti, quella di prendersi cura di quello che c’è, perché prendendosi cura di quello che c’è si ricorda e preserva chi siamo.

L’iniziativa, alla quale hanno preso parte il Presidente Ivan Drogo Inglese, la rappresentante del governo Anna Macina, Sottosegretaria alla Giustizia, i colleghi parlamentari e le autorevoli relatrici e ospiti che hanno animato il dibattito, è stata l’occasione per ricordare inoltre che il Parlamento ha recentemente approvato definitivamente la legge che disciplina i reati contro il patrimonio stesso, ossia la legge n. 22 del 2022 in vigore dal 23 marzo scorso. 

Ora ci auguriamo che tale normativa abbia facile ed efficace applicazione per poter vedere sin da subito un innalzamento della tutela del nostro patrimonio.

Se possiamo godere oggi di un’eredità così immensa e preziosa lo dobbiamo a donne come Giulia Maria Crespi e Desideria Pasolini Dell’Onda, ricordate dal Presidente degli Stati Generali Ivan Drogo Inglese, nel corso dell’iniziativa: a loro va il mio ringraziamento e sostegno, consapevole che è grazie allo studio, alla cultura, all’approfondimento che noi donne possiamo essere e diventare ciò che vogliamo. 

E’ importante ricordare come donne, ad ogni livello, si sono rivelate straordinarie protagoniste rispetto alla valorizzazione del nostro Paese, e per questo meritano la massima riconoscenza. So che la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale, della nostra identità, è in ottime mani. In capo alle Istituzioni è l’impegno di far sì che queste mani sapienti – anche grazie alle realtà associative del settore – possano lavorare nelle migliori condizioni possibili e con tutti i riconoscimenti che meritano.

Conservare la memoria del passato per costruire un futuro più responsabile è la base di un’idea dell’agire sociale e politico che non può lasciarci inoperosi.

Immagine By Giovanni Paolo Panini – MFA H Public Domain, Wikipedia

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CONTRIBUTOR

Maria Edera Spadoni è parlamentare dal 2013, Vice Presidente della Camera dei Deputati dal 2018. Si occupa soprattutto di donne, pari opportunità ed è attiva nel contrasto alla criminalità organizzata. Ha conseguito una laurea in lingue e letterature straniere moderne e un master in cooperazione internazionale, finanza e sviluppo. E’ stata membro del Consiglio d’Europa, commissione uguaglianza e non discriminazione, dal 2013 al 2018. E' membro della Commissione Affari Esteri e Comunitari e Presidente del Comitato Permanente sull’Attuazione dell’Agenda 2030 e gli obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Fa parte dell'Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità della Camera dei Deputati.

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