Il vento d’Europa può muovere il mondo. Il Manifesto di Ventotene un faro per noi europeiste/i. 

Ventotene è la Gerusalemme di noi europeisti, federalisti europei. Non nego che appena arrivatavi sono stata pervasa da un’emozione che non saprei neppure descrivere.

Il nome di Altiero Spinelli, così come quello di Ernesto Rossi e di tutti i padri e le madri del manifesto di Ventotene, riecheggia nelle mie orecchie e nella mia mente dai libri di storia e di scienza politica e si è fatto strada in questi ultimi quasi 20 anni (ahi quanto tempo, ho già 38 anni e mi pare ancora di aver fatto solo cose trascurabili) grazie a una straordinaria scuola di vita e politica che è stata il Partito Radicale. Quello di Marco Pannella e di Emma Bonino. Quello delle riunioni infinite, quello che era e forse è ancora, un po’ come Ventotene, terra di confino, dove negli anni e perfino quando ero piccola io, bazzicava la migliore classe dirigente e politica che mi sia capitato di frequentare. E anche moltissimi federalisti europei, come Virgilio Dastoli, qui in prima fila.

In famiglia, per scelte personali, scelte politiche e scelte professionali, via via negli anni, con affetto ma anche con enormi punti interrogativi, mi hanno sempre  considerata la bastian contraria. Mia nonna, romana d’adozione, ma siciliana di nascita e nel “costrutto” delle frasi, diceva che ero un poco strambicedda, e aveva ragionissima. Pensate, lo ripeto spesso, ma è grazie a lei, donna cattolica, di destra, siculo-romana, che ho conosciuto i radicali. E dunque di conseguenza anche i federalisti europei. Nella cassetta delle lettere dei miei nonni arrivava la posta che tipicamente portava due mittenti: Don Bosco e compagnia e Marco Pannella e famiglia. Io che già allora ero curiosa come una scimmia, potete immaginare che razza di domande potevo fare.

Nello stesso palazzo dei nonni, scoprii più tardi, che viveva la famiglia di Gianfranco Spadaccia, dove prima che io avessi l’età della ragione e ancora prima nascessi, andavano a pranzo Francesco Rutelli, Roberto Cicciomessere, brillante mente radicale e molti altri. 

Alla mia giovane età un po’ strambicedda lo sono stata davvero. A Pasqua avevo sicuramente da fare con una marcia per l’amnistia, a Natale quella per la giustizia giusta, a ferragosto non vuoi fartelo un giro nelle sciagurate carceri italiane, o non vai a fare un sit-in per una corretta informazione pubblica, o un bel tavolo referendario sulla legge 40? 

Sono stati anni incredibili. Libertà e responsabilità vanno sempre insieme dice spesso Emma. E ha ragione.

Io che sono sempre stata una irrequieta e non amo dare il nome alle cose, che amo ciò che non può essere definito, che evolve ed è mutevole, che provo una passione viscerale per tutto ciò che è un processo, difficile, ambizioso, non potevo non trovare conforto, riparo e un porto da cui salpare o approdare, quando ci si ferma a pensare, nel manifesto di Ventotene. 

Oggi quel Manifesto deve essere ancora di più una luce da tenere accesa, se mai dovesse calare una notte assai oscura, dopo il 25 settembre. Viviamo un periodo incredibilmente denso di cambiamenti, repentini, inaspettati ma forse prevedibili. Di emergenze sanitarie, energetiche, democratiche, belliche perfino che fino a tre anni fa sarebbero sembrate una serie Netflix un po’ apocalittica.

E invece ecco il conto di una politica mediocre, poco attenta ai diritti e alle libertà, troppo timida sull’avanzamento di una governance europea degna di questo nome. Un conto salatissimo, molto più del caro bollette o di una inflazione ai massimi storici. Svendere i nostri sogni e abbassare l’asticella democratica non porta mai a nulla di buono. Quando si parla di Europa matrigna o del periodo della Troika, rispondete coraggiosamente dicendo: avete visto come sta oggi il Portogallo? E che anche la Grecia oggi si sta rialzando? Rispondete che ci vuole più Europa non meno. 

L’Europa oggi ha bisogno di essere forte non solo per bastare a se stessa e per continuare a essere una Unione di pace, sicurezza, salute, prosperità, ma per essere un ponte tra tante diplomazie che oggi fanno una immensa fatica a parlarsi. Ha oggi più che mai un dovere e una opportunità di tracciare un cammino diverso per tutti. In modo innovativo e coraggioso.

Può farlo solo se il suo cammino proseguirà nel solco di questo manifesto da noi tanto amato e studiato. E che dovrebbe essere un testo indispensabile della didattica italiana ed europea. Dobbiamo far crescere nuove generazioni che sentano forte la patria europea e non il fallace richiamo ad una Europa delle patrie, che tanto faticosamente proviamo a superare.

Molti e molte di voi immagino qui e altrove avranno fame e sete di libertà e di futuro. Questo non è un Paese che ha concesso tanto in tema di diritti-libertà-opportunità.

Non abbiate paura di essere fuori dal mondo ogni tanto dei benpensanti, di essere minoritari, di essere dei sognatori: l’europeismo è la casa in cui quella libertà di cui avete fame e sete può maturare e prendere forma in modo responsabile e costruttivo. E potete applicare questo modo di pensare e concepire ciò che vi circonda in qualsiasi momento della vostra vita e in qualsiasi ambito deciderete di esercitare i vostri talenti. 

Io ho potuto farlo nel mondo del giornalismo, dell’imprenditoria legata al mondo dei nuovi media, della politica perfino, che è una malattia dalla quale non si guarisce. Ho fatto la corsara in questi ambiti, perché mi piace l’ibrido e imparare cose diverse e poi smontarle e rimetterle insieme. Vi informerò poi del risultato finale.

Ad ogni modo io vi auguro di incontrare sul vostro cammino persone che vi facciano riflettere, anzi vi auguro di avere sempre la forza per cambiare strada e uscire dalla comfort zone, facendovi un po’ stravolgere la vita consapevolmente.

Senza gli altri non siamo niente. E abbiamo bisogno degli altri sopratutto quando ci sembra di essere soli e al confino. Guardate appunto a cosa accadde su questa isola più di 80 anni fa. 

Per me questi pirati sono stati Marco Pannella, Emma Bonino, Massimo Bordin Antonio Russo, Roberto Cicciomessere, Rita Bernardini e molti altri. Il mio direttore di Radio Radicale, Alessio Falconio che mi ha insegnato l’arte della pazienza e il mettersi in gioco. 

C’è stato mio padre che per eventi imprevedibili mi ha dato la più grande lezione di vita di tutte, che poi in fondo non era diversa da quanto diceva Pannella e da quanto hanno fatto i nostri eroi di Ventotene: rischiare la vita per sconfiggere la morte. In una parola il coraggio. E tutta la mia famiglia cosi mutevole, che si allarga e sa trovare nuove combinazioni ed è per questo che è bella. 

Ringrazio anche le nuove avventure come questa sfida sulla parità di genere e contro ogni discriminazione che sono Le Contemporanee, media civico e start up digitale. Tantissime le compagne di viaggio indispensabili e che ringrazio: abbiamo tante cose da fare. Una su tutte, che è un po’ più “compagna” di altre e mi sopporta da 11 anni, la devo ringraziare di più ed è Sarah De Pietro.

Ringrazio i tantissimi incontri, impegni e affinità elettive con persone che hanno saputo fare la differenza, sognando insieme l’Europa di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e quanti hanno dato vita a un manifesto che è, per chi crede nell’Europa unita e politica, un faro anche nelle notti più buie.

Dobbiamo lavorare tutte e tutti a ogni livello per riunire la famiglia dei federalisti europei tra movimenti, associazioni, partiti e organizzazioni politiche. È urgente. 

Grazie a voi, grazie a Mario Leone e all’Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, grazie a questa isola, capitale d’Europa e viva sempre il Manifesto di Ventotene.


Nella foto i partecipanti al Seminario di formazione federalista di Ventotene, 41° EDIZIONE NAZIONALE.

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  • Valeria Manieri

    Classe 84, esperta di comunicazione e politica, Cofounder de Le Contemporanee. Lavora da anni con Radio Radicale e collabora con diverse testate, tra cui Io Donna - Corriere della Sera, Il Foglio e Milano Finanza.

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