Memo

L’occupazione riparte, ma le donne sono nella terra di nessuno

a cura di Valeria Manieri

L’occupazione poco a poco riparte. Ma non per le donne.

In una terra di mezzo e di incertezza, in cui arriva infine a scadenza il blocco dei licenziamenti, ma ancora non decollano gli investimenti del PNRR e le nuove politiche attive del lavoro, le donne sono ancora nel bel mezzo del naufragio pre e intra pandemico.

A certificare questa situazione, purtroppo prevedibile, e’ la fotografia dell’Istat con i dati su ottobre 2021

A ottobre gli occupati erano 22 milioni 985mila. L’ aumento rispetto al mese di settembre e’ di 35mila unità, mentre l’aumento rispetto al mese di ottobre dell’anno precedente e’ di 390mila unità.

Rispetto a inizio anno, quindi guardando a gennaio 2021, l’incremento di occupati supera i 600 mila, con un rialzo abbastanza rilevante dei contratti dipendenti. Ancora da recuperare 200 mila posti di lavoro per tornare ai livelli pre-pandemia, ovvero prima del fatidico febbraio 2020 che ha segnato la nostra “nuova normalita’” ai tempi del Covid.  Mentre a settembre si era registrato un trend lievemente in rialzo per l’occupazione femminile in Italia, che aveva rincuorato un po’, la situazione oggi torna a essere stagnante nella migliore delle ipotesi. Si sommano problemi antichi, pre pandemia, e problemi nuovi portati dal Covid, che e’ responsabile di questa stagnazione solo in minima parte. Quando un dato e’ negativamente strutturale, non ci si possono aspettare sorprese in una congiuntura ulteriormente sfaforevole.

L’ultimo mese rilevato dall’Istat presenta un dato piuttosto critico e che indica una tendenza antica che si aggrava, a cui porre rimedio con prontezza.

Le quasi 35 mila unità guadagnate a ottobre 2021 rispetto al mese precedente, vedono solo gli uomini protagonisti. Come l’Istat ribadisce nell’ultimo bollettino sul mercato del lavoro italiano, su base annua oltre i due terzi della crescita complessiva degli occupati ha riguardato uomini. Sono 271mila occupati in più sui 390mila complessivi (+118mila le donne). Praticamente i due terzi del totale.

Le quasi 35 mila unità guadagnate a ottobre 2021 rispetto al mese precedente vedono solo gli uomini protagonisti. Come l’Istat ribadisce nell’ultimo bollettino sul mercato del lavoro italiano, su base annua oltre i due terzi della crescita complessiva degli occupati ha riguardato gli uomini. Sono 271mila occupati in più sui 390mila complessivi (+118mila le donne). Praticamente i due terzi del totale.

 (Fonte Istat)

Non solo. La situazione di profondo squilibrio di genere si presenta anche nell’analisi dei dati relativa al segmento dei disoccupati:  rispetto a ottobre 2020 sono 139mila in meno,  ma soltanto 22mila sono donne a fronte di 117mila tra gli uomini.

Eppure il mercato del lavoro nel complesso si sta muovendo, con dei “travasi” da una categoria all’altra. Ad esempio vi e’ un calo degli inattivi, che transitano nel bacino dei disoccupati, con -425 mila inattivi in meno sul mese di ottobre rispetto all’anno precedente ( -79 mila rispetto a settembre del 2021), ma anche qui le donne non riescono a essere protagoniste. Il tasso di disoccupazione complessivo a ottobre si attesta al 9,4%, in calo di oltre mezzo punto (0,6%) rispetto allo stesso mese dell’anno.

Ma tornando specificamente alla “fotografia femminile”, il tasso di disoccupazione su base tendenziale è diminuito di 0,3 punti per gli uomini ed è rimasto invariato per le donne, con una difficolta’ evidente a rientrare nel mercato del lavoro e quindi nel “regno” delle persone attive, economicamente indipendenti e socialmente in una condizione di maggiore sicurezza. Non c’e’ piu’ tempo da perdere sulle politiche attive del lavoro, sulle politiche di conciliazione, sugli incentivi alle assunzioni, con un bilanciamento adeguato dei fondi europei stanziati su settori trainanti come sanita’, green e digitale, che verranno finanziati dal PNRR. La bussola dell’approccio di genere sara’ decisivo per non allargare il gap e per una ripartenza del Paese che non cammini su una sola gamba.

TAGS

CONTRIBUTOR

Classe 84, esperta di comunicazione e politica, Cofounder de Le Contemporanee. Lavora da anni con Radio Radicale e collabora con diverse testate, tra cui Io Donna - Corriere della Sera, Il Foglio e Milano Finanza.

COMMENTI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di LeContemporanee.it per rimanere sempre aggiornato sul nostro Media Civico