“Quella porta aperta alle donne”

Un articolato evento si è tenuto ieri, venerdì 13 maggio, presso il Palazzo della Consulta, per celebrare il sessantaduesimo anniversario della sentenza che ha aperto alle donne la possibilità di accedere a importanti carriere pubbliche.

“Quella porta aperta alle donne” è il titolo dell’incontro voluto dal Presidente Giuliano Amato, giorno che coincide con il suo compleanno, per testimoniare quanto è stato fatto, e ancora c’è da fare, per la parità formale e sostanziale tra uomo e donna

Presenti la Ministra Marta Cartabia, già Presidente della Corte costituzionale e molte donne che con ruoli diversi hanno concorso e concorrono allo sviluppo democratico e al progresso del nostro Paese, insieme con alcune studentesse e studenti del liceo classico E. Q. Visconti di Roma.

Dopo l’introduzione del Presidente della Corte Giuliano Amato, Monica Guerritore, attrice, autrice e regista, ha letto “La memoria del mondo”, in cui la forza generatrice delle donne si contrappone alla furia distruttrice della guerra. Il finale dedicato al “tetto di cristallo”, con le riflessioni di Gabriella Luccioli, una delle prime otto donne entrate in magistratura, autrice del libro “Diario di una giudice – i miei cinquant’anni in magistratura”, e di Cecilia Fava, studentessa di terzo liceo classico, coordinate dal presidente Amato.

Quella porta aperta alle donne

La sentenza 33 del 1960 è dovuta al ricorso che ho presentato, e da cui nasce nel 2010 la Rete per la Parità, fondata nel cinquantenario della sentenza. L’Associazione  è ancora adesso impegnata a far rispettare i principi della Costituzione e a far conoscere l’importanza delle sentenze della Corte costituzionale sulla vita di tutte le persone. Quella lontana sentenza è stato un primo passo verso l’uguaglianza formale e sostanziale tra uomo e donna. Diritto delle donne, dovere della Repubblica, quindi dovere dello Stato e della società civile che insieme devono “rimuovere gli ostacoli” che, come è scritto nel secondo comma dell’articolo 3  della Costituzione, “impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.

 A quella pronuncia è dedicato il podcast – per la serie “Le sentenze che ci hanno cambiato la vita” – online sul sito della Corte costituzionale, in cui la giudice Maria Rosaria San Giorgio, prima magistrata ad essere eletta alla Corte costituzionale, racconta come si è arrivati ad aprire quella porta, dalla quale sono poi passate milioni di donne, cambiando il volto della Repubblica.

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CONTRIBUTOR

Giurista, attivista e scrittrice, conosciuta per aver vinto, nel 1960, il ricorso presso la Corte Costituzionale, dopo il rifiuto, in quanto donna, del Ministero dell'interno di ammetterla al concorso per la carriera prefettizia. Nominata dal Presidente Mattarella Cavaliere della Gran Croce. E' presidente di Rete per la Parita' e membro del Comitato scientifico del Media civico de Le Contemporanee.

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