Istantanea

“Metsola non è la nostra Presidente”

Pubblichiamo la lettera che le attiviste di @Liberadiabortire hanno indirizzato ai membri del Parlamento europeo, prossimo alle votazione del nuovo o nuova Presidente.

Onorevole Parlamentare,


in questi giorni da più parti emerge la possibile elezione della europarlamentare maltese
Roberta Metsola, esponente del Ppe, quale Presidente del Parlamento europeo.
Per le sue posizioni espresse più volte pubblicamente, anche in sedi istituzionali, Metsola
può essere considerata una autorevole esponente politico incondizionatamente
sostenitrice delle posizioni conservatrici e anti-abortiste. Da democratici e
democratiche ci richiamiamo al principio volteriano di difesa assoluta del diritto di chiunque
a manifestare liberamente opinioni politiche e religiose, in primo luogo quelle diverse e
contrarie alle nostre. Ciò che le chiediamo con questo appello è di riflettere se sia opportuno
e ragionevole affidare la Presidenza del Parlamento europeo a chi si è dimostrato in forte
contraddizione con molte posizioni di numerosi Stati dell’Unione e del Parlamento europeo
che si è espresso, anche di recente, censurando provvedimenti nazionali repressivi in
materia di autodeterminazione della persona sulle scelte riproduttive.
Come sosteneva la giudice statunitense Ruth Bader Ginsburg, le leggi sull’aborto
definiscono l’identità di una nazione. Vale anche per l’identità europea. E il tema
dell’interruzione di gravidanza oggi è al centro di un vero e proprio conflitto mondiale che
riguarda le legislazioni di buona parte degli Stati, non solo europei, se pensiamo a quello
che si sta verificando negli Stati Uniti a seguito dell’elezione dei nuovi giudici della Corte
Suprema.
Le chiediamo dunque se sia opportuno conferire la presidenza del nostro Parlamento
ad una rappresentante che esprime una visione contraria a quella condivisa dalla
grande maggioranza degli Stati dell’Unione. Se sia ragionevole affidare la Presidenza ad
una rappresentante politica che ha compiuto scelte legislative in forte contraddizione con
molte posizioni del Parlamento europeo a salvaguardia del diritto fondamentale alla salute,
informazione, prevenzione, cura e alla libertà di scelta, come in ultimo rilevato nella
risoluzione Matic approvata lo scorso giugno.
La invitiamo ad interrogarsi su quali ricadute potranno avere, nei rapporti istituzionali e
nell’opinione pubblica, scelte e dichiarazioni fatte da Metsola. È evidente che l’elezione di
un Presidente del Parlamento europeo che difende tali posizioni contribuirebbe a spostare
in senso proibizionista gli equilibri interni alle istituzioni europee. Sarebbe davvero un
segnale e un fatto negativo per l’identità laica e civile dell’Europa, proprio quando da
ogni parte si invoca questa come elemento vitale per il rilancio dell’Europa stessa, come
frontiera dei diritti.
Noi crediamo, onorevole Parlamentare, che il Presidente o la Presidente del nostro
Parlamento debba essere capace di guardare negli occhi i Governi nazionali, senza
cedere alle loro impostazione e tenendo conto delle prerogative consegnate da Trattati, atti
e dichiarazioni, che sull’emancipazione delle donne e sui diritti hanno espresso una chiara
posizione a favore della libertà di scelta di ogni cittadina e cittadino dell’Unione.
Ci auguriamo, Onorevole, che Lei voglia dare sollecito e tempestivo riscontro a questa
lettera aperta, farla conoscere ai suoi colleghi, e che voglia considerare o riconsiderare
inopportuna la candidatura di Roberta Metsola.

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CONTRIBUTOR

Vittoria Loffi è studentessa universitaria e attivista femminista. È autrice del podcast “Tette in Su!” prodotto per Eretica Podcast e fra le coordinatrici della campagna nazionale “Libera di Abortire” per un libero accesso all’aborto in Italia. Contributor e presenza attivissima de Le Contemporanee.

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