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La parità di genere nell’agenda dei leader?

Si è concluso lo scorso giovedì a Berlino il W7 Summit, ovvero una due giorni di dibattito e riflessione sui temi della gender equality alla presenza delle istituzioni tedesche, rappresentanti dell’accademia e società civile e con la partecipazione del Cancelliere Tedesco Olaf Scholz.

L’evento è stato organizzato da Women (W7) l’engagement group ufficiale del G7 specializzato su questioni di genere e women empowerment, e rappresenta il culmine di un percorso che ha visto lavorare assieme oltre 60 advisor provenienti da tutto il mondo per identificare le raccomandazioni prioritarie da presentare ai Leader G7 per abbattere il gender gap.

6 le macro-aree su cui si è concentrato il Gruppo: empowerment economico; salute; lotta alla violenza contro le donne e bambine; giustizia climatica; femminist public policy e meccanismi di accountability. Per ogni tema, sono state emesse delle raccomandazioni che sono state racchiuse in un Communiqué, consegnato poi al Cancelliere Scholz, presidente del G7 2022 a leadership tedesca, perché se ne faccia portavoce al Vertice del prossimo giugno.

Molte le sfide in corso, come il tema del recovery occupazionale delle donne post pandemia; le opportunità della green economy, ma anche il ruolo delle donne nella risoluzione dei conflitti alla luce della crisi in Ucraina e delle gravità del contesto afgano.

Se non continuiamo a combattere per i nostri diritti” ha esordito il Cancelliere, dopo aver ascoltato le raccomandazioni del W7, “perderemo ciò che abbiamo già raggiunto”.

Le raccomandazioni ai Leader in sintesi

W7 ha esordito raccomandando ai governi di tenere in considerazione i seguenti interventi prioritari:

  • Garantire una rappresentanza significativa di donne e ragazze nei processi decisionali a tutti i livelli della vita socioeconomica e politica dei Paesi G7, promuovendo anche i diritti delle comunità indigene, LGBTIQ*+ e altri gruppi che affrontano ancora oggi emarginazione e discriminazione sistemica.
  • Applicare l’uguaglianza di genere come principio trasversale nelle politiche interne ed estere dei Paesi al fine di superare le dinamiche di potere tradizionali e patriarcali e gli stereotipi di genere. E combattere la discriminazione strutturale utilizzando ex ante strumenti come le valutazioni dell’impatto di genere, analisi di genere e indicatori di uguaglianza di genere.
  • Implementare il gender responsive budgeting e inserire un approccio intersezionale alle riforme fiscali, anche stanziando sufficienti fondi per sostenere le associazioni impegnate sui diritti delle donne.
  • Investire in un approccio di genere, di generazione e intersezionale rispetto alla raccolta, analisi, diffusione e utilizzo dei dati nella fase di monitoraggio, valutazione, apprendimento e rendicontazione degli impegni del G7 e nello sviluppo di politiche.


Per quanto concerne le aree tematiche identificate dalla presidenza tedesca del W7, il gruppo invece ha richiesto ai Leader di:

  • Favorire una ripresa post COVID “equa”, adottando politiche economiche trasformative che affrontino le barriere strutturali all’uguaglianza di genere;
  • Eliminare la discriminazione nei confronti delle donne nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria;
  • Investire in azioni per il clima e in misure di conservazione della biodiversità che siano “gender transformative”;
  • Impegnarsi per l’adozione e l’effettiva attuazione di una politica estera femminista, ponendo l’uguaglianza di genere come obiettivo centrale in tutte le aree di politica estera e di sviluppo;
  • Garantire finanziamenti a lungo termine, flessibili e sostenibili per prevenire e combattere la violenza di genere (GBV) e garantire l’accesso al rimedio;
  • Impegnarsi a finanziare servizi essenziali relativi alla salute sessuale e riproduttiva sia all’interno che al di fuori del sistema sanitario nazionale entro il 2025;
  • Istituire dei meccanismi di monitoraggio degli impegni G7 che possano efficacemente riferire su base annua rispetto ai progressi verso l’uguaglianza di genere.


Le richieste sono frutto di un anno di negoziazione tra gli advisor del W7 e sono state ampiamente dibattute anche con il G7 Gender Equality Advisory Council (GEAC), gruppo di esperti ed esperte sulla gender equality nominato dal G7.

Le raccomandazioni sono poi state accompagnate da un accurato piano di implementazione che suggerisce ai governi come mettere in pratica ogni richiesta avanzata. Qui raccomandazioni e Implementation Plan in dettaglio.

Cosa succederà ora?

Dopo il Summit di Berlino, inizia la fase dell’advocacy e lobbying dove ogni gruppo di advisor nazionali dei 7 Paesi avrà il compito di “convincere” le proprie istituzioni a farsi portavoce delle varie istanze del W7. Dopo la Germania, la Presidenza passerà poi al Giappone e nel 2024 ritornerà in Italia.

Considerando il cosiddetto “elefante nella stanza” in seno al G20 indonesiano del prossimo ottobre, si auspica almeno i leader G7 possano valorizzare questa opportunità di confronto internazionale e fare fronte comune sulle innumerevoli questioni spinose che caratterizzano questo funesto 2022.

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CONTRIBUTOR

Laurea Luiss in Relazioni internazionali, Master in Bocconi su Management dell'Ambiente e Responsabilità delle Aziende e corso di perfezionamento in Corporate Sustainability Management presso Yale. Inizia la sua carriera con esperienze di ricerca sul tema della sostenibilità prima per il Dipartimento di Scienze Giuridiche della Luiss poi per Golden for sustainability di Bocconi, realizzando un Project-Research presso la Commissione Europea a Bruxelles. Dal 2012 lavora come consulente per le aziende accompagnandole in progetti di sostenibilità e diversity. Collabora come docente a contratto per l'Università LUMSA, la 24ore Business School e la Temple University. Dal 2022 è Founder di ESG Boutique, società specializzata in sostenibilità e diversity.  Dopo 10 anni di attivismo in Amnesty International, ha co-fondato Young Women Network e Human Rights International Corner, e è co-portavoce della Campagna Impresa2030. Diamoci una regolata!, coalizione di 13 ONG impegnate sul tema imprese, ambiente e diritti umani. È parte di Women20 Italy, engagement group ufficiale del G20 sulla parità di genere e diversity, e nel 2020 è stata scelta come Sherpa di Women20 per la presidenza italiana del G20 del 2021. Dal 2022 è tra i Gender Advisor di Women7 (Presidenza G7) dove è stata nominata Co-Chair del Gruppo di Lavoro su clima e questioni di genere. Start up Italia la segnala come una delle 100 donne che sta cambiando l’Italia ed è tra i change-maker scelti da Papa Francesco per ridisegnare una nuova economia sostenibile. Scrive di sostenibilità per Fortune e ha realizzato un Tedx Talk a Catania nel 2019 e a Cortina nel 2021.

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